“Devo cambiare lo scaldabagno: mi conviene passare a una caldaia?” Oppure, al contrario: “Ho una caldaia, ma per l’acqua calda non basterebbe uno scaldabagno?” Sono domande che sentiamo spesso nel nostro negozio, soprattutto da chi vive in uno dei tanti appartamenti genovesi con riscaldamento centralizzato e acqua calda prodotta in modo autonomo.
Caldaia e scaldabagno vengono spesso confusi, perché entrambi producono acqua calda. In realtà sono apparecchi diversi per funzione, installazione, consumi e obblighi di manutenzione. In questa guida vediamo cosa cambia davvero tra i due e come capire quale soluzione è più adatta alla propria casa.
Che cos’è una caldaia
La caldaia è il generatore di calore dell’impianto di riscaldamento. Riscalda l’acqua che circola nei termosifoni, nel pavimento radiante o negli altri terminali dell’impianto, e nella maggior parte dei casi produce anche l’acqua calda sanitaria per bagno e cucina.
Nelle abitazioni si trovano principalmente due tipi di caldaia:
- la caldaia combinata istantanea, che scalda l’acqua sanitaria nel momento in cui si apre il rubinetto;
- la caldaia con accumulo o abbinata a un bollitore, che mantiene una riserva di acqua calda pronta all’uso, utile per famiglie numerose o case con più bagni.
Oggi le caldaie a gas di nuova installazione sono di tipo a condensazione: recuperano il calore contenuto nei fumi di scarico, che nelle caldaie tradizionali andrebbe disperso, e raggiungono rendimenti molto più elevati.
Che cos’è uno scaldabagno
Lo scaldabagno, o scaldacqua, ha un’unica funzione: produrre acqua calda sanitaria. Non riscalda la casa e non è collegato all’impianto di riscaldamento.
Esistono tre tipologie principali:
- scaldabagno elettrico ad accumulo: un serbatoio in cui una resistenza elettrica scalda e mantiene in temperatura l’acqua. È semplice da installare, ma ha consumi elevati;
- scaldabagno a gas, istantaneo o ad accumulo: scalda l’acqua con un bruciatore a gas, rapidamente e con costi di esercizio generalmente inferiori all’elettrico tradizionale, ma richiede uno scarico dei fumi a norma;
- scaldabagno a pompa di calore: preleva calore dall’aria e lo trasferisce all’acqua del serbatoio, con consumi elettrici molto più bassi di uno scaldabagno elettrico tradizionale.
Caldaia e scaldabagno a confronto
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Caratteristica |
Caldaia |
Scaldabagno |
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Funzione |
Riscaldamento e, di solito, acqua calda sanitaria |
Solo acqua calda sanitaria |
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Alimentazione |
Prevalentemente gas |
Elettricità, gas o pompa di calore |
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Collegamento all’impianto di riscaldamento |
Sì |
No |
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Scarico dei fumi |
Necessario per i modelli a gas |
Necessario solo per i modelli a gas |
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Ingombro |
Compatto, a parete o da incasso |
Variabile, da compatto a serbatoi più voluminosi |
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Manutenzione e controlli |
Libretto di impianto e controlli periodici obbligatori |
In genere più semplici, secondo le indicazioni del costruttore |
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Costo iniziale |
Più elevato |
Più contenuto |
Vediamo ora gli aspetti più importanti nel dettaglio.
Funzione: riscaldamento o solo acqua calda
È la differenza fondamentale. Se in casa serve anche il riscaldamento, la caldaia, o in alternativa una pompa di calore, è la soluzione che produce calore per l’impianto e acqua calda sanitaria con un unico apparecchio.
Se invece il riscaldamento è già garantito in altro modo, per esempio da un impianto centralizzato condominiale, da una pompa di calore aria-aria o da climatizzatori, per l’acqua calda può bastare uno scaldabagno. È una situazione molto frequente a Genova, dove molti condomini hanno il riscaldamento centralizzato e l’acqua calda autonoma in ogni appartamento.
Consumi e costi di gestione
I consumi dipendono dal tipo di apparecchio, dall’alimentazione e dalle abitudini della famiglia, ma alcuni principi generali aiutano a orientarsi.
Lo scaldabagno elettrico tradizionale è la soluzione più semplice, ma anche la più dispendiosa: la resistenza elettrica trasforma l’energia in calore senza alcun “moltiplicatore”, e il serbatoio va mantenuto in temperatura anche quando l’acqua non si usa.
Lo scaldabagno a gas ha in genere costi di esercizio inferiori all’elettrico tradizionale, soprattutto nei modelli istantanei, che scaldano l’acqua solo quando serve.
Lo scaldabagno a pompa di calore è il più efficiente tra gli scaldabagni: a parità di acqua calda prodotta, consuma una frazione dell’energia di uno scaldabagno elettrico tradizionale, perché gran parte del calore viene prelevato gratuitamente dall’aria.
La caldaia a condensazione produce l’acqua calda sanitaria con un buon rendimento e ha il vantaggio di gestire con un solo apparecchio anche il riscaldamento. Per chi ha bisogno di entrambe le funzioni, è generalmente più conveniente di un riscaldamento separato abbinato a uno scaldabagno elettrico.
Installazione: spazi, scarichi e vincoli
La scelta dipende molto anche da cosa è possibile installare in casa.
Gli apparecchi a gas, sia caldaie sia scaldabagni, richiedono il collegamento alla rete del gas e un sistema di scarico dei fumi a norma, con canna fumaria o, nei casi ammessi, scarico a parete. Negli edifici più datati, e in molti palazzi del centro storico genovese, questo può essere un vincolo importante.
Gli scaldabagni elettrici e a pompa di calore non producono fumi e non richiedono scarichi, per cui sono spesso la soluzione più semplice quando non è possibile installare un apparecchio a gas. Lo scaldabagno a pompa di calore richiede però uno spazio adeguato, perché il serbatoio è più voluminoso, e un ambiente o un collegamento esterno da cui prelevare l’aria.
Manutenzione e obblighi di legge
Anche su questo fronte ci sono differenze importanti.
La caldaia fa parte dell’impianto termico e il responsabile dell’impianto deve tenere aggiornato il libretto di impianto, eseguire la manutenzione periodica e il controllo di efficienza energetica con le scadenze previste dalla normativa.
Lo scaldabagno destinato alla sola produzione di acqua calda di una singola abitazione, in genere, non rientra negli stessi obblighi previsti per gli impianti termici. Questo non significa che vada trascurato: gli scaldabagni a gas vanno controllati periodicamente per la sicurezza e il corretto scarico dei fumi, e tutti i modelli beneficiano di una manutenzione regolare, come la verifica dell’anodo e la pulizia dal calcare nei modelli ad accumulo.
In ogni caso, l’installazione di apparecchi a gas deve essere eseguita da un’impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità.
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Quando conviene la caldaia
- Quando serve anche il riscaldamento autonomo, con un unico apparecchio che gestisce riscaldamento e acqua calda.
- Quando si sostituisce una vecchia caldaia con un modello a condensazione, più efficiente e con consumi ridotti.
- Quando in casa è già presente un impianto di riscaldamento a termosifoni o a pavimento, e lo scarico dei fumi è a norma.
- Quando i consumi di acqua calda sono elevati, con più bagni o una famiglia numerosa, scegliendo un modello con accumulo.
Quando conviene lo scaldabagno
- Quando il riscaldamento è centralizzato o già garantito da un altro sistema, e serve solo l’acqua calda.
- Nelle seconde case o negli appartamenti usati solo in alcuni periodi dell’anno.
- Quando non è possibile installare un apparecchio a gas, per assenza di rete o di scarico dei fumi, scegliendo un modello elettrico o, meglio ancora, a pompa di calore.
- Quando si vuole sostituire un vecchio scaldabagno elettrico, passando a un modello a pompa di calore per ridurre sensibilmente i consumi.
Le alternative moderne: pompa di calore e solare termico
Oltre alla classica scelta tra caldaia e scaldabagno, oggi ci sono soluzioni che permettono di risparmiare ancora di più:
- la pompa di calore aria-acqua può sostituire la caldaia, producendo sia il riscaldamento sia l’acqua calda sanitaria con consumi ridotti, soprattutto nel clima mite di Genova;
- lo scaldabagno a pompa di calore è l’alternativa più efficiente allo scaldabagno elettrico tradizionale;
- i pannelli solari termici possono essere abbinati sia alla caldaia sia allo scaldabagno, coprendo gratuitamente una parte importante del fabbisogno di acqua calda per gran parte dell’anno.
Alcuni di questi interventi possono accedere alle agevolazioni fiscali o agli incentivi previsti per il risparmio energetico. Percentuali e requisiti cambiano nel tempo, per cui è sempre consigliabile verificare le condizioni in vigore al momento della scelta.
Parodi a Genova: caldaie, pompe di calore e acqua calda su misura
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Il nostro staff valuta insieme a te le caratteristiche della casa, gli spazi disponibili, la presenza del gas e dello scarico dei fumi e le tue abitudini di consumo, per consigliarti la soluzione più adatta. Ci occupiamo anche delle pratiche per i nuovi impianti, delle certificazioni di conformità e della consulenza sulle agevolazioni fiscali. Su ogni impianto garantiamo 15 anni di garanzia, con sopralluogo e preventivo gratuiti.
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Domande frequenti su caldaia e scaldabagno
Qual è la differenza principale tra caldaia e scaldabagno?
La caldaia scalda l’acqua dell’impianto di riscaldamento e, nella maggior parte dei casi, anche l’acqua calda sanitaria. Lo scaldabagno produce solo acqua calda sanitaria e non riscalda la casa.
Conviene sostituire lo scaldabagno con una caldaia?
Conviene se serve anche il riscaldamento autonomo e in casa è possibile installare un apparecchio a gas con scarico dei fumi a norma. Se il riscaldamento è centralizzato, uno scaldabagno efficiente, come quello a pompa di calore, è spesso la scelta più semplice.
Quale scaldabagno consuma meno?
Lo scaldabagno a pompa di calore è il più efficiente, perché preleva gran parte del calore dall’aria. Lo scaldabagno elettrico tradizionale è invece quello con i consumi più elevati.
Lo scaldabagno ha bisogno del libretto di impianto?
Gli scaldabagni destinati alla sola produzione di acqua calda di una singola abitazione, in genere, non rientrano negli obblighi previsti per gli impianti termici. Vanno comunque mantenuti secondo le indicazioni del costruttore, e quelli a gas controllati periodicamente per la sicurezza.
Posso installare uno scaldabagno se non ho la canna fumaria?
Sì, scegliendo un modello elettrico o a pompa di calore, che non producono fumi. Per gli scaldabagni a gas è invece necessario uno scarico dei fumi conforme alla normativa.
Esistono incentivi per sostituire lo scaldabagno?
La sostituzione di uno scaldabagno tradizionale con un modello a pompa di calore può rientrare tra gli interventi agevolati per il risparmio energetico. Le condizioni cambiano nel tempo, quindi è sempre consigliabile verificarle prima dell’acquisto.
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