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Bonus termosifoni 2022

Radiatori, pareti e pannelli riscaldanti: il termoarredo non è solo un elemento di design che impreziosisce gli ambienti della tua casa ma può anche costituire un’importante miglioria all’interno di un immobile. Se hai intenzione di ristrutturare casa, è utile sapere che la sostituzione dei termosifoni può dare diritto a bonus e agevolazioni fiscali che consentono di recuperare una parte dell’investimento sostenuto. Ma basta sostituire i termosifoni? No, per usufruire delle detrazioni fiscali è necessario che si verifichino determinate condizioni. Vediamo insieme quali.

BONUS CALORIFERI: QUANDO E QUANTO?

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato, tra le altre, le agevolazioni previste per l’Ecobonus, che includono anche la sostituzione, parziale o totale, dei radiatori purché 

  • l’immobile nel quale si effettua la sostituzione sia oggetto di interventi di ristrutturazione volti a migliorare l’efficienza energetica (quindi è indispensabile realizzare un progetto di ristrutturazione edilizia associato all’installazione di radiatori elettrici nuovi)
  • si sostituiscano non solo gli elementi di emissione di calore (ovvero i caloriferi), ma anche il generatore di calore con nuovi impianti a condensazione con efficienza pari a quelle di Classe A 

In questi casi, è prevista una detrazione fiscale IRPEF del 50% del costo sostenuto fino a un massimo di 96.000€: ciò significa che si può detrarre fino ad un massimo di 48.000€. 

La detrazione aumenta fino al 65% nel caso in cui, oltre a sostituire il vecchio impianto di riscaldamento, si provveda contestualmente all’installazione di un sistema di termoregolazione evoluto.

Attenzione però: l’agevolazione è stata prorogata anche per gli acquisti del 2021, ma può essere richiesta solamente da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1 gennaio 2019.

ACQUISTO DI TERMOSIFONI: COME OTTENERE LE DETRAZIONI 

La detrazione per l’acquisto dei caloriferi può essere ottenuta indicando le spese sostenute nel modello 730 o nella dichiarazione dei redditi: essa verrà suddivisa in 10 quote annuali di pari importo, ma esiste anche la possibilità di scegliere tra due altre opzioni, cioè lo sconto in fattura o la cessione del credito.

È necessario però che i pagamenti siano stati effettuati in modo “tracciabile”, ovvero mediante un bonifico parlante, postale o bancario, sul quale devono essere riportati:

  • data e numero della fattura
  • causale del versamento, con riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento

NON è possibile utilizzare altri metodi di pagamento quali assegni, carte di credito e/o ricaricabili, bancomat o contanti.

Poiché non si tratta di un intervento legato al bonus ristrutturazione, NON è richiesta la dichiarazione ENEA.

BONUS CALORIFERI: CHI NE HA DIRITTO
Sono ammessi al beneficio fiscale della detrazione: 

  • i proprietari dell’immobile, 
  • coloro che ne hanno il diritto di godimento o la nuda proprietà, 
  • le persone che abitano nell’appartamento in forza di un regolare contratto di locazione.

Data la complessità dell’argomento, il nostro consiglio è, prima di procedere in qualsiasi acquisto, quello di verificare sempre con un professionista la reale applicabilità dell’agevolazione al caso specifico.

 

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