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5 COSE CHE (FORSE) NON SAPETE SUI CONDIZIONATORI

LA FORMULA

Come impostare una temperatura senza rischi per la salute? Basta applicare la formula “magica”.

Abbiamo già visto in un precedente articolo che l’aria condizionata non fa male di per sé, ma quando viene usata in modo scorretto. Ad esempio la temperatura va tenuta costante, poiché sono i forti sbalzi a mettere sotto stress il nostro organismo. Per stabilire la giusta temperatura interna da impostare rispetto a quella esterna, in ambiente medico gira una formula davvero semplice quanto intuitiva: impostate una temperatura uguale alla metà di quella esterna più 10°C. Facciamo un esempio. Se fuori ci sono 36°C, dividiamo per due (18) e aggiungiamo 10: la temperatura interna dovrà essere di 28°C.

 

LA MODALITÀ

Non giocate con il telecomando del condizionatore. O meglio, non giocate con le “modalità” del condizionatore.

Per allungare la vita del vostro condizionatore ed evitare malfunzionamenti, è bene non cambiare le modalità (freddo, caldo, deumidificazione) in modo arbitrario. Nel caso in cui abbiate l’unità esterna e i diversi split all’interno, quest’ultimi devono essere impostati tutti sulla stessa modalità, per evitare che il compressore possa bloccarsi. Inoltre, quando volete cambiare la modalità, prima dovete spegnere tutte le unità. Le riaccendete solo dopo esservi assicurati di aver impostato la stessa modalità nei vari split.

 

IL CORRIDOIO

Ad ogni stanza il suo climatizzatore.

A proposito di unità esterna e diversi split all’interno, citati in precedenza: è questa la soluzione migliore per la maggior parte degli appartamenti. A meno che non abbiate un monolocale o un ambiente formato da un grande open space, è bene climatizzare ogni stanza separatamente. Se installate un solo condizionatore particolarmente potente nel corridoio sperando che raffreschi tutta la casa, il risultato sarà quello di avere il corridoio molto freddo e un conseguente sbalzo termico tra questo e le varie stanze. Se poi volete proprio utilizzare un solo condizionatore in corridoio, optate per un apparecchio on-off: c’è maggiore probabilità che il flusso d’aria costante raggiunga tutte le stanze.

 

I BTU

Questo è per i più “smanettoni”, gli altri possono passare oltre.

La potenza di un condizionatore può essere espressa in watt (W) o in British Thermal Unit (BTU). Ora, nel Sistema Internazionale il watt (joule al secondo) è l’unità di misura della potenza termica, ovvero del rapporto tra la quantità di calore scambiato e il tempo in cui lo scambio è avvenuto. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti – ma ultimamente anche in Italia – per esprimere la potenza dei condizionatori viene utilizzata un’altra unità di misura, il British Thermal Unit (BTU). Una BTU rappresenta la quantità di calore richiesta per alzare la temperatura di 454 grammi d’acqua da 60 a 61 gradi Fahrenheit. Il rapporto è 1 W = 3,41 BTU/h. Quindi, per passare da W a BTU/h moltiplicate per 3,41, per passare da BTU/h a W dividete per 3,41.

 

L’INVENZIONE

Ora saprete cosa dire quando accenderete il vostro condizionatore: “Santo Carrier!”

Questa è una di quelle cose che prima o poi nella vita vi capiterà di citare sfoggiando agli amici la vostra cultura generale. Quanto meno vi servirà per la prossima partita a Trivial Pursuit. L’inventore del condizionatore è l’ingegnere americano Willis Haviland Carrier (1876 – 1950). A soli 25 anni, nel 1901, ideò il primo sistema di raffreddamento ad aria condizionata, utilizzato per la prima volta il 17 luglio del 1902 in una tipografia di New York: il suo obiettivo era abbassare l’umidità e il calore durante il trattamento della carta e dell’inchiostro. In seguito il suo utilizzo passò agli ospedali pubblici. Solo nel 1914 Carrier installò il primo condizionatore domestico, in una casa di Minneapolis.

 

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